Tutti a casa per il coronavirus: sentirsi vicini nella lontananza 

riflessioni insieme

In questi giorni abbiamo avuto l’occasione di parlare in videochiamata con genitori e bambini. Le loro osservazioni di ansie e domande hanno fatto nascere alcune riflessioni, pensieri, immagini, per lenire la sofferenza emotiva.

Siamo isolati nelle nostre case, ci sentiamo vulnerabili e siamo molto preoccupati per la salute dei nostri cari. I bambini stanno vivendo insieme a noi l’incertezza di quel che verrà, stanno scoprendo le durezze della vita. È un’esperienza inattesa, drammatica, di portata storica e collettiva. Avremmo voluto ritardare questa scoperta ma non è possibile: proviamo allora ad aiutarli ad attraversare questa esperienza, a rendere pensabile l’impensabile.

Inizialmente molti genitori hanno detto ai bambini che erano a casa per una vacanza, poi hanno incominciato a parlare loro del virus e della necessità di lavarsi bene le mani, contando fino a 20. Ma l’ansia cresce, molti bambini hanno interrotto i contatti con il mondo della scuola e dello sport. Crescono irritazione, rabbia, paura, tristezza, che sono sentimenti naturali in questo periodo.

Come uscire da questa nebbia?

Facciamo in modo che quella che stiamo attraversando non sia un’esperienza individuale, ma diventi un’esperienza comunitaria.

PARLIAMO CON I BAMBINI – evitare l’argomento non li protegge, ma li fa sentire soli con i loro interrogativi. Occorre parlare loro con un linguaggio semplice vivo e reale. Pensiamo a Carofiglio: "Le fiabe non dicono ai bambini che esistono i draghi: i bambini sanno già che esistono. Le fiabe dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti” (Gianrico Carofiglio, La manomissione delle parole, Rizzoli, 2010).

MANTENIAMO I CONTATTI CON I COMPAGNI, GLI INSEGNANTI, GLI AMICI DEL CUORE – anche i bambini molto piccoli hanno bisogno di mantenere vivo il mondo dei loro legami, di connettersi in videochiamata con i compagni, di guardare le loro camerette, i giochi e i disegni, di ricevere messaggi affettuosi e non solo didattici dalle educatrici e dalle insegnanti. Ne usciranno momenti chiassosi e allegri. I bimbi e i loro amici potrebbero leggere con i genitori uno stesso libro, guardare uno stesso film nelle loro case, parlarne in videochiamata, per prendere parte a una grande conversazione collettiva!

CERCHIAMO L’AIUTO DI UNO PSICOTERAPEUTA (via WhatsApp, via Skype, al telefono), qualora il bambino abbia crisi di rabbia immotivate o fobie molto intense, e i genitori già in difficoltà per le proprie ansie facciano fatica a trovare una nuova armonia e una nuova organizzazione familiare.

GUARDIAMO INSIEME LIBRI E FILM – entrare nel mondo della cultura e dell’immaginazione, imparare a narrare non sono solo intrattenimento, ma sono uno strumento creativo che ci aiuta a  contenere le ansie e a nutrire la speranza.
Pensiamo che si potrebbe trarre ispirazione dal  bellissimo libro I colori delle emozioni di Anna Llenas e insieme ai bambini immaginare di creare un nuovo grande barattolo - accanto ai cinque barattoli che servono per contenere allegria, tristezza, paura, rabbia e calma -  un sesto barattolo speciale,  per queste emozioni speciali che tutti stiamo affrontando...

I film sono tanti, ma il primo che ci viene in mente è Il mio vicino Totoro del regista giapponese Miyazaki. Il regista si ispira alle sue emozioni di bambino, che ebbe la mamma a lungo ricoverata per tubercolosi. Nel film descrive la vita di un papà che si trasferisce in una casa in campagna con le due figlie bambine, non lontano dall’ospedale in cui si trova la mamma. Abbiamo rivisto il film su Netflix di recente e l’abbiamo trovato molto commovente in questo momento storico… anche lì c’è la malattia, l’ospedale e ci sono adulti straordinari con un piede nella realtà e uno nel mondo della fantasia, che trasmettono alle bambine l’idea che solo sorridendo insieme si possano allontanare i brutti pensieri, le paure, le malinconie, che ogni tanto saltano fuori da vari angoli della casa. Sono “i nerini del buio”, che ben conosciamo in questi giorni…

 

Sara Micotti, Federica Bono, Fiamma Buranelli, Ilaria Dufour,

Rita Giorgiutti, Valeria Ladino Corina, Sandra Piperno,

                                                                                         Psicoterapeute presso il Centro Benedetta D’Intino Onlus, Milano