Leonardo: piccolo miracolo quotidiano, basta crederci 

Gio, 15/06/2017  

«Tanti di voi oramai mi conoscono e conoscono mio figlio Leonardo e la sua storia. Oggi, però, voglio raccontarvi non del suo passato, ma del ragazzo che è diventato.

Leo ha 18 anni e tutte le mattine, dal lunedì al venerdì, viene accompagnato dal pulmino al centro diurno che frequenta. Quando sale sul pulmino chiede di accendere la radio e specifica le sue stazioni preferite: Rtl, Rds o Radio 101. Al centro spesso chiede agli educatori Fabio e Lele di vedere al pc le gare di sport invernali o di ascoltare una delle sue canzoni preferite: Io vagabondo dei Nomadi. È un nostalgico…!

Durante il giorno ogni tanto va a fare la spesa, al bar, ai giardinetti, al ristorante. Ascolta musica o fa Pet therapy insieme ad altri suoi compagni e amici del centro e, a volte, mi racconta che qualcuno di loro ha fatto il monello… Sì, lui mi racconta.

Frequenta l’oratorio accompagnato da Patrizia e dal suo xilofono e lì trova altri amici con cui condividere bei momenti di allegria. Quando c’è bel tempo chiede di scendere in giardino con la sua radio e la palla. Aveva cominciato un corso di latino americano, ma si è stufato, e mi ha detto chiaramente che non ci vuole più andare.  In piscina a volte decide di non andare; me lo dice, e se ne sta a casa. Al bar e al ristorante ordina direttamente lui al cameriere quel che gradisce bere o mangiare. Quando ne ha voglia chiede di andare a trovare i parenti e, quando è stanco, chiede di tornare a casa.

Tutto questo è possibile, nonostante la sua totale assenza di linguaggio e il ritardo mentale importante, grazie ad una tabella fatta di immagini, simboli e fotografie inserite di volta in volta in questi 13 anni vissuti al Centro Benedetta D’Intino, dove non hanno mai smesso di sostenere i suoi bisogni comunicativi. Man mano che Leo è cresciuto la sua voglia di comunicare, raccontare o scegliere cosa fare in libertà ha aumentato la sua capacità relazionale con le persone esterne alla sua cerchia affettiva. La sua tabella è sempre in evoluzione, in crescita insieme a lui: si sviluppa per argomenti, per passioni, per nuove scoperte, come la vita. Perché la sua tabella è la sua voce; e questa nuova voce è la sua vita.

Per poter facilitare le sue richieste abbiamo anche delle tabelline a tema: per il ristorante, il bar, la piscina, il negozio di vestiti tanto caro alla mamma. Le tabelle ci permettono di condividere tante esperienze con Leo. Raccogliamo i nostri ricordi fatti di gite, feste, vacanze nel Libro dei resti o sul tablet nelle nostre Storie speciali. Una delle vacanze che più ci è rimasta nel cuore è quella con Dynamo Camp. E nel cuore di Leo, dopo quell’esperienza, è rimasta Valentina, che tutt’ora vuole vedere e chiamare per poter sentire la sua voce. Insomma, il suo grande amore.

Valentina è per noi una persona molto speciale: è rimasta tanto affascinata da Leo da decidere di fare la tesi proprio sulla CAA. Le persone che incontriamo sono molto interessate a questo modo di comunicare e restano stupite da Leo perché inizialmente non si aspettano così grandi risultati. E quindi, poi, ci chiedono spiegazioni, vogliono sapere e capire. Contemporaneamente noi ci rendiamo conto di quanto sia importante far conoscere questo modo alternativo di comunicare, quanto sia importante per Leo e per le persone come lui poter avere voce. La voce per reclamare la propria dignità di persona.

Poter comunicare ed essere ascoltati deve essere un diritto di tutti! Non è necessario essere sani, belli e ricchi per poter offrire qualcosa agli altri. Non serve la perfezione, serve la voglia di dedicare un po’ del proprio tempo a qualcun altro.

Ringrazio il Centro Benedetta D’Intino per averci accolti, sostenuti e soprattutto incoraggiati in tutti questi tredici, ricchissimi anni.»                                                                                                                              

Giulia e Renato