Genitori e figli nella rete. L’11 marzo il secondo incontro del Parliamone insieme.  

Mar, 28/02/2017  

Una prima considerazione sui cambiamenti sociali e culturali vertiginosamente veloci degli ultimi 20 anni riguarda il mutare dei concetti di spazio, di tempo, di relazione. Si sono sviluppati “mondi virtuali” caratterizzati da ritmi interattivi prima impensabili. Come questi spazi virtuali incidono sulle relazioni sociali? Quali aspettative soddisfano e quali rischi creano? Come questo incide nel ridefinire i processi di apprendimento e i rapporti interpersonali? Le relazioni che si instaurano negli spazi virtuali non necessitano di un’interazione fisica, le informazioni hanno una velocità di accesso e diffusione pressoché immediata. Tutto ciò però ci rende sempre più incapaci di tollerare spazi di attesa o di “fermarci” per riflettere ed elaborare gli stimoli a cui siamo costantemente sottoposti.

Questo fenomeno non si limita ai cosiddetti “nativi digitali” (Prensky, 2001), ma investe le abitudini di tutti, indipendentemente dall’età e dal ruolo sociale. Siamo una società che si sta disabituando a sostare e a gestire la noia, ma anche a “impegnarsi” nella costruzione delle relazioni: si diventa “amici” su Facebook in pochi secondi e soprattutto si evita chi non ci piace con altrettanta facilità!

A questo proposito, il sociologo Zygmunt Bauman ha suggerito come la diffusione del mondo virtuale produca una  “fragilizzazione” delle relazioni umane. Cerchiamo in rete una “comfort zone”, dove rispecchiarci, condividere ansie, sviluppare sentimenti positivi. Stare nella  “comfort zone” non aiuta a sviluppare la capacità di confronto con idee diverse, di integrazione tra diverse prospettive, di discussione tra le diverse generazioni. bambini e gli adolescenti di oggi nascono e crescono accompagnati da tecnologie e strumenti che fino a qualche decennio fa erano inimmaginabili. La padronanza che le nuove generazioni mostrano nei confronti di internet, computer e mezzi di comunicazione costituisce un'enorme risorsa e favorisce la costruzione di nuove forme di legami, spazi di confronto, comunità e appartenenze. Ma nello spazio virtuale possono parallelamente crearsi  malessere e sofferenza emotiva: la dipendenza di chi sembra rimanere avviluppato nella Rete perdendo il contatto con la Realtà; la dolorosa emarginazione di chi sente di non riuscire a farne parte; la sovraesposizione di chi  esibisce il suo corpo e i suoi sentimenti; la violenza di chi si prende gioco degli altri.

Fin dalla prima infanzia, occorre educare i bambini all’uso corretto delle tecnologie digitali. Più tardi, occorre accompagnare i ragazzi verso un uso consapevole, anche dal punto di vista delle regole giuridiche, del mondo dei social network. Occorre non lasciarli soli, cercando “la giusta distanza”: una posizione che non trasmetta una distanza siderale, ma nemmeno una vicinanza troppo intrusiva. L'impatto delle nuove tecnologie è profondo e coinvolge non solo le forme di apprendimento e di socializzazione, ma anche le emozioni e lo sviluppo del pensiero, rendendo talora l'adulto spaesato da questa parte così significativa dell'esperienza di bambini e ragazzi. Esperti di diverse discipline rifletteranno dunque sulla funzione che genitori ed educatori possono rivestire nell'accompagnare bambini e ragazzi verso un utilizzo delle  tecnologie digitali che possa sviluppare  curiosità,  resilienza, socialità.

E’ questo il tema del secondo incontro del Parliamone Insieme, dal titolo “Genitori e figli nei social network: una mappa per non perdersi”.

L’incontro si tiene sabato 11 marzo, dalle ore 10.00 alle ore 12.00, presso la Sala Monicelli della Fondazione Benedetta D’Intino, in via Sercognani 17, a Milano.

Lo affronteranno la dott.ssa Valeria Ladino, psicoterapeuta del Centro Benedetta D’Intino, le dott.sse Elisabetta Mazzucchi e Michela Picciotti, pediatre di libera scelta, il dott. Riccardo Ricotti, avvocato, la dott.ssa Manuela Tagliabue, esperta in social network.

Modererà gli interventi la dott.ssa Sara Micotti, psicoterapeuta esperta in età evolutiva e direttore scientifico del settore Psicoterapia del Centro Benedetta D’Intino.

Necessaria la prenotazione al numero 02/39263940.