Cosa vuol dire la parola "disabile"? La lettera di Alice. 

Cosa vuol dire la parola disabile?

Lo abbiamo chiesto ad Alice, una ragazza di 27 anni, che vive la sua vita – studia, lavora, fa danza creativa, esce con gli amici - su una sedia a rotelle.

Con il suo consenso e con immensa gratitudine, pubblichiamo la sua lettera. Una lettera che è un inno alla vita.

 

Cosa vuol dire per me la parola disabile?

Deriva dal fatto che una parte specifica del corpo non funziona bene… e da lì la persona viene giudicata e classificata. Nella società di oggi avevano bisogno di trovare una parola per definire che le persone che hanno difficoltà sono diverse dagli altri.

In realtà non è cosi. Dipende dalla persona stessa giocare o no questo ruolo.

Ricordo gli anni vissuti in Germania con sentimenti opposti: da una parte la difficoltà di accettare me stessa e di trovare qualcuno per parlare, dall’altra la speranza data dalle ottime terapie e dall’autonomia acquisita.

La scuola era del tipo classico e doveva essere orientata all’integrazione ma in realtà era una sfida continua…  inizialmente non volevano accettare la mia iscrizione perché c’erano le scale. I miei genitori hanno lottato parecchio e alla fine hanno vinto loro. Però la quotidianità non era facile:  arrivavo in classe, salutavo i miei compagni, loro mi rispondevano e basta, nessun altro contatto. Una professoressa mi ha addirittura chiesto se non mi fossi trovata meglio in una scuola speciale. Io ovviamente risposi di no.

Finita la scuola, le prospettive lavorative non erano ottimali: l’unica soluzione che mi hanno proposto era quella di lavorare in uffici esclusivi per disabili, facendo ripetutamente le stesse cose.

Le amicizie già instaurate in alcune vacanze italiane e la speranza di trovare un dignitoso posto di lavoro, mi portarono a chiedere con insistenza a mia madre di trasferirci in Italia. 

Dal 2009 abito a Correggio. Appena arrivata ho fatto uno stage di 6 mesi in biblioteca e poi mi sono iscritta al 3° anno della scuola alberghiera.  Terminata la scuola, ho iniziato un percorso per capire quali opportunità di lavoro possono essere adatte alle mie capacità. Nel frattempo continuo l’attività di danza creativa, con tanto di spettacoli aperti al pubblico, dove riesco ad esprimere i miei sentimenti sia con la voce che con il corpo. Sono fidanzata ormai da più di 2 anni, stiamo bene insieme e ci aiutiamo condividendo gli alti e bassi della vita. Ho tanti amici con cui esco e faccio diverse attività. Il mio cuore è molto sensibile e sente presto di chi si può fidare e a chi può voler bene.

Anche viaggiare è per me qualcosa di straordinario. Ho iniziato a viaggiare in aereo da sola quando avevo 9 anni. Venivo in Italia da amici di famiglia per trascorrere le vacanze estive.

Pian piano, con l’aiuto delle persone che mi circondano, sono arrivata alla conclusione che mi sento normale e la parola disabile per me non vuol dire niente, non mi sento disabile.

Sento di essere cambiata, mi sento cresciuta e mi accetto. Amo la mia vita, non la cambierei per nulla al mondo. Penso che sia fantastica cosi com’è, nonostante tutte le fatiche che porta con sé. Quando ho intorno a me persone che mi vogliono bene e mi accettano, mi capita di dimenticarmi di essere seduta su una sedia a rotelle. Non voglio un’altra vita.

 Alice