Una giornata di studio sulla trama delle prime relazioni. Aperte le iscrizioni. 

Lun, 20/04/2015  

Il Centro Benedetta D'Intino organizza una giornata di studio sul tema "La trama delle prime relazioni: rotture e trasformazioni", che si terrà venerdì 9 ottobre presso la sala Monicelli del Centro, in via Sercognani 17, a Milano. Da oggi è possibile iscriversi compilando la scheda d'iscrizione allegata. 

Una giornata che vede la partecipazione di professionisti di prestigio internazionale che condivideranno casi clinici e punti di vista su un tema delicato. Si discuterà infatti di trasformazioni, narrazioni e riparazioni, e anche di cadute e fallimenti che si possono sperimentare nelle prime relazioni.

Di seguito, la presentazione alla giornata di studio, a cura della dott.ssa Sara Micotti, direttore scientifico del settore Psicoterapia del Centro.

"I traumi precoci delle separazioni ripetute e della conflittualità inelaborata con i caregivers possono creare nella mente del bambino “un’area traumatica priva di organizzazione rappresentativa paragonabile alla parte mancante di un affresco danneggiato”. Il bambino porta incistate dentro di sé queste aree cieche e mute, piene di impulsi distruttivi ingestibili e angosciosi, che – in risposta a particolari situazioni di frustrazione – possono riesplodere in adolescenza (G. Giaconia, Adolescenza ed etica, Roma, Borla, 2005).

Possiamo pensare al formarsi di   una “zolla lavica” nel linguaggio di Antonino Ferro  (A. Ferro, Evitare le emozioni, vivere le emozioni, Milano, Raffaello Cortina, 2007), di un’ isola psicotica nel linguaggio di Herbert Rosenfeld,  una parte psicotica scissa, esclusa dal sé psichico, e piena di “impulsi distruttivi ingestibili, di angosce e difese a essi collegate. Ma anche parti positive e creative del sé, si sono confuse con il sé distruttivo: perciò non possono più esserne differenziate, e possono venire poste nell’ ‘isola psicotica’. Ciò significa che l’intera personalità può apparire indebolita o non del tutto sviluppata” (H. Rosenfeld, “Relazione tra sintomi psicosomatici e stati psicotici latenti”, in I seminari italiani di Herbert Rosenfeld, Quaderni del Centro Milanese di Psicoanalisi Cesare Musatti, 2, 1998).

La nuova relazione con un terapeuta,  –  insieme buono e cattivo, affidabile ma al tempo stesso impregnato di errori e carenze –  può  consentire al bambino  di rinunciare alla scissione e di credere con più energia nella sua capacità d’amare. Può gradualmente integrare  le sue “parti  tigre”, le sue parti inermi  e  il sé che si prende cura e che protegge la vita.

Ancora, se nell'affresco si presume che le figure - ora sparite o irrecuperabili - un tempo ci fossero, in certe situazioni si ha a che fare con una parte bianca di muro sul quale non è ancora stato dipinto nulla... eppure qualcosa potrebbe prendere forma,  dati un buon incontro, una buona opportunità.... Thomas Ogden con una sintesi efficace scrive: “Occorrono due menti per pensare i pensieri più disturbanti dell’individuo. […] Nel corso di un processo che dura tutta la vita, sviluppiamo sempre più la capacità di pensare/sognare la nostra esperienza emotiva vissuta. Tuttavia, al di là di un certo punto (un punto che varia per ciascun individuo), troviamo insostenibile il pensare/sognare la nostra esperienza. In tali circostanze, se siamo fortunati, c’è un’altra persona - una madre o un padre, un analista, un supervisore, una sposa, un fratello, un amico - disponibile e capace di impegnarsi con noi nel processo di sognare la nostra precedentemente non sognabile esperienza” (T. Ogden, Riscoprire la psicoanalisi. Pensare e sognare, imparare e dimenticare, trad. it. Milano, CIS Editore, 2009)".