Bookcity e tutte le cose che si imparano osservando i bambini 

Bookcity 2017 MUBA

Hanno sempre qualcosa di sorprendente, i bambini. Qualcosa che non ci si aspetta, che prende e capovolge il modo comune di pensare i loro atteggiamenti e le loro interazioni. Soprattutto quando si ritrovano insieme a fare qualcosa.

Conservano l’ingenuità dei bambini - la timidezza per i timidi, la sfrontatezza per i più vivaci - ma poi, tutti insieme, anche quando si incontrano per la prima volta, insegnano come stare al mondo. Come si possa condividere, collaborare, gareggiare, aiutare chi è in difficoltà.

Ce lo hanno dimostrato anche sabato, durante il laboratorio che il Centro Benedetta D’Intino ha organizzato, per loro, per Bookcity Milano, in quella cornice accogliente e ormai familiare che è il MUBA.

Lo staff della Biblioteca Speciale, con l’esercito dei volontari al seguito, senza dei quali nessuna attività sarebbe stata possibile, li ha riuniti in squadre e, per tutta la mattinata, ha dato vita a un laboratorio a loro dedicato. I bambini hanno giocato, si sono divertiti, hanno gareggiato in un gioco in cui l’obiettivo era indovinare le storie; e poi le hanno costruite, quelle storie, come dei veri, piccoli, grandi narratori.

In particolare una, quella di Ben, l’orso postino che non trovava la strada per consegnare le lettere che aveva nel sacco. I bambini hanno scritto la loro letterina, hanno confezionato le buste, hanno costruito con le loro mani la borsa di Ben e lo hanno aiutato a ritrovare la strada.

Non solo: hanno fatto anche esperienza di comunicazione aumentativa alternativa, giocando con i VOCAs e con i simboli PCS, e non hanno avuto difficoltà a capire che ci sono bambini, come quelli seguiti al Centro Benedetta D’Intino, che hanno abilità diverse dalle loro ma lo stesso, identico diritto di vivere le loro esperienze.

A fine mattinata, abbiamo chiesto a Federico, uno dei partecipanti, se avesse avuto voglia di tornare a fare un nuovo laboratorio con noi.

Non vedo l’ora!”, ci ha risposto.