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	<title>Il Mondo Benedetta D&#039;Intino &#187; Formazione</title>
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	<description>a difesa del bambino e della famiglia</description>
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		<title>Scuola di Formazione in C.A.A.: corso 2011 &#8211; 2012</title>
		<link>http://www.benedettadintino.it/index.php/2011/12/10/scuola-di-formazione-in-caa-avviso/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 07:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Segreteria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centro Benedetta D'Intino onlus]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Benedetta D'Intino]]></category>
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		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[CAA]]></category>
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		<description><![CDATA[
Primo annuncio Corsi di II Livello e Seminari Scuola di Formazione in CAA.

A disposizione il Programma 2011-2012 e la Scheda di iscrizione del corso annuale della Scuola di Formazione in Comunicazione Aumentativa e Alternativa.

Per informazioni rivolgersi alla Segreteria Organizzativa all&#8217;indirizzo formazione@benedettadintino.it o allo 0239525543 oppure 0239263940.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class="spacer_" /></p>
<p><a href="http://www.benedettadintino.it/index.php/formazione/seminari-e-corsi-caa/">Primo annuncio Corsi di II Livello e Seminari Scuola di Formazione in CAA</a>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>A disposizione il <a href="http://www.benedettadintino.it/wp-content/uploads/2011/07/SCUOLA-CAA-Programma-2011-2012-riv.pdf">Programma</a> 2011-2012 e la <a href="http://www.benedettadintino.it/wp-content/uploads/2010/12/SCUOLA-CAA-scheda-iscrizione-2011-2012.pdf">Scheda di iscrizione </a>del <strong>corso annuale</strong> della <strong>Scuola di Formazione in Comunicazione Aumentativa e Alternativa</strong>.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Per <strong>informazioni</strong> rivolgersi alla <strong>Segreteria Organizzativa</strong> all&#8217;indirizzo <a href="mailto:formazione@benedettadintino.it">formazione@benedettadintino.it</a> o allo <strong>0239525543</strong> oppure <strong>0239263940</strong>.</p>
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		<title>STRATEGIE DI COMUNICAZIONE AUMENTATIVA E ALTERNATIVA NEI DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO</title>
		<link>http://www.benedettadintino.it/index.php/2010/07/23/strategie-di-comunicazione-aumentativa-e-alternativa-nei-disturbi-dello-spettro-autistico-2/</link>
		<comments>http://www.benedettadintino.it/index.php/2010/07/23/strategie-di-comunicazione-aumentativa-e-alternativa-nei-disturbi-dello-spettro-autistico-2/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 05:42:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>g.erba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centro Benedetta D'Intino onlus]]></category>
		<category><![CDATA[CAA]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Guarda il video.
Nel Seminario che si è tenuto a Milano il 25 giugno 2010  Pat Mirenda , uno dei massimi esperti mondiali di  Comunicazione Aumentativa e Alternativa, ha portato la sua esperienza di intervento con bambini autistici.
I suggerimenti operativi, con proposte concrete e applicabili, sono stati preziosi e apprezzati dai partecipanti, ma  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=cbZ8cFVNRDU">Guarda il video.</a><br />
Nel Seminario che si è tenuto a Milano il 25 giugno 2010  <a href="http://educ.ubc.ca/faculty/pmirenda/index.html" target="_blank">Pat Mirenda</a> , uno dei massimi esperti mondiali di  <a href="http://www.isaacitaly.it/" target="_blank">Comunicazione Aumentativa e Alternativa</a>, ha portato la sua esperienza di intervento con bambini autistici.<br />
I suggerimenti operativi, con proposte concrete e applicabili, sono stati preziosi e apprezzati dai partecipanti, ma  la cosa più importante è che finalmente è apparso possibile coniugare  <a href="http://www.sinpia.eu/lineeguida/index/get/last" target="_blank">prassi operative corrette</a> con la ricerca clinica e soprattutto che la conoscenza reale delle caratteristiche di funzionamento del bambino con autismo, unita alla padronanza delle possibili strategie di intervento, permette di costruire progetti veramente efficaci.<br />
<span id="more-1103"></span></p>
<p>Se è vero infatti che nel nostro lavoro dobbiamo superare le barriere socio-ambientali ed economiche che limitano le possibilità di intervento, dobbiamo soprattutto superare le diversità culturali e professionali che non permettono l’analisi oggettiva dei modelli di intervento possibili, portando spesso ad esclusioni pregiudizievoli o ad assunzioni drastiche e poco critiche di “pacchetti” preformati di attività.</p>
<p>Con i suoi <a href="http://www.brookespublishing.com/autism/authors/mirenda.htm" target="_blank">interventi</a> Pat Mirenda ci ha dimostrato che l’applicazione corretta di metodologie cognitivo-comportamentali, l’uso mirato delle opportunità offerte dalla tecnologia e soprattutto il supporto costante della comunicazione possono attivare le potenzialità e lo sviluppo di ogni bambino, tutelandone gli irrinunciabili bisogni e desideri di partecipazione e di relazione.</p>
<p>Emanuela Maggioni<br />
Neuropsichiatra Infantile – Foniatra<br />
Responsabile clinico-operativo Settore CAA<br />
Centro Benedetta D’Intino</p>
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		<title>Bambini e madri: gli effetti del trauma in tempo di guerra</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 16:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>g.erba</dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>

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		<description><![CDATA[IL ciclo di seminari organizzati dal Centro Benedetta d&#8217;Intino Onlus ha avuto quest’anno come filo conduttore il tema del “ confine” e della difficoltà che i bambini incontrano nello sviluppare ed acquisire una propria identità vivendo in situazioni cosiddette “ limite”.
Cosa si intende per “ vivere sul confine”?
L’espressione di confine definisce il termine, il limite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL <a href="http://www.benedettadintino.it/index.php/attivita-scientifica/convegni/" target="_blank">ciclo di seminari</a> organizzati dal Centro Benedetta d&#8217;Intino Onlus ha avuto quest’anno come filo conduttore il tema del “ confine” e della difficoltà che i bambini incontrano nello sviluppare ed acquisire una propria identità vivendo in situazioni cosiddette “ limite”.</p>
<p>Cosa si intende per “ vivere sul confine”?<br />
L’espressione di confine definisce il termine, il limite estremo, la frontiera tra un territorio e l’altro.</p>
<p>Il confine demarca e definisce una zona di passaggio, unisce e separa contemporaneamente</p>
<p>Vivere sul confine può riferirsi ad un’ esperienza interna come nel caso delle adozioni ( argomento del <a href="http://www.benedettadintino.it/index.php/2010/07/10/settembre-2009-le-nostre-iniziative/">III seminario</a> previsto per il 25 settembre), in cui il passaggio dalla famiglia originaria a quella adottiva prevede di soggiornare a lungo in una zona limite dove svolgere pian piano quel lungo lavoro di costruzione e/o ri-costruzione della propria storia e dei legami che la accompagnano.</p>
<p>Ma il confine può essere inteso anche in modo molto concreto come la zona di frontiera tra due territori geograficamente contrapposti.<br />
Ed è proprio in questo ambito che il 21/5 si è svolto l’incontro con il dottor Zvi Fajerman, psicologo clinico, psicoanalista e Direttore del Centro di Servizi Psicologici del Consiglio Regionale Sha&#8217;ar HaNegev, in Israele.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/YZIps_AeOIM&amp;hl=en_US&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/YZIps_AeOIM&amp;hl=en_US&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il dottor Fajerman vive e lavora in una zona del mondo che non conosce pace, forse periodi più o meno lunghi di tregua ma non sufficienti a garantire un clima di stabilità e sicurezza.</p>
<p>Il suo <a href="http://www.sng.org.il/meida/machlakot/briut/psicology.htm">istituto</a> infatti sorge nei pressi della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Striscia_di_Gaza">striscia di Gaza</a>, territorio che da molti anni è oggetto e al contempo scenario di ripetuti episodi di violenza politica e sociale.</p>
<p>Cosa significa nascere, crescere , vivere e convivere in un territorio dove il confine tra la vita e la morte è così sottile e facilmente valicabile?</p>
<p>Cosa significa per i bambini diventare grandi, imparare a conoscere la realtà e il mondo che li circonda quando il rumore dei missili e degli allarmi scandiscono il ritmo della vita quotidiana?</p>
<p>Che tipo di adolescenti e adulti diventeranno se il tempo dell’infanza e dell’illusione, del gioco e della fantasia deve lasciare rapidamente il passo alla consapevolezza di una realtà imprevedibile e inaffidabile?</p>
<p>Il dottor Fajerman è da molti anni impegnato nello <a href="http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&amp;_udi=B6X00-4YFB49H-3&amp;_user=10&amp;_coverDate=02%2F28%2F2010&amp;_rdoc=1&amp;_fmt=high&amp;_orig=search&amp;_sort=d&amp;_docanchor=&amp;view=c&amp;_acct=C000050221&amp;_version=1&amp;_urlVersion=0&amp;_userid=10&amp;md5=f2ef45ec50f557029f787357d94f86c1">studio</a> e nel lavoro clinico con i bambini e le famiglie vittime degli effetti devastanti e ripetuti della guerra. La guerra infatti rappresenta il più terribile dei traumi e come tale sconvolge  a volte in modo irreversibile la capacità di pensare, di ricordare e di dare un significato all’esperienza.</p>
<p>Nella sua esposizione ha sottolineato come sia fondamentale in queste come in tutte le situazioni altamente traumatiche alimentare la  capacità di continuare a pensare e di cercare di dare un senso e un significato a ciò che è accaduto, per quanto impensabile possa apparire.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hannah_Arendt">Hanna Arendt</a> in un suo scritto ci dice che: “Il rimedio all’imprevedibiltà della sorte, alla caotica incertezza del futuro è la facoltà di fare e mantenere promesse”.</p>
<p>Ed è su questa necessità che il suo Istituto si adopera incessantemente per fornire e garantire a più livelli ( psicoterapeutico, arteterapeutico, riabilitativo) uno spazio dove fermarsi a pensare e a prendersi cura della sofferenza psichica e del dolore mentale sia dei grandi che dei piccoli affinché le lacerazioni e le ferite provocate dalle esperienze traumatiche possano trovare sollievo.</p>
<p>I bambini descritti da dottor Fajerman sono quelli della terra di Israele, ma possono essere rappresentativi di tutti i bambini e di tutte le mamme, e sono tanti a tutt’oggi nel mondo, costretti a vivere sotto la pressione di eventi devastanti e traumatici che ostacolano e attaccano il diritto alla vita e alla sopravvivenza.</p>
<p>Prendersi cura di essi significa coltivare la fiducia e la speranza nelle capacità riparative dell’essere umano e sono alla base del buon funzionamento di ogni società futura.</p>
<p>Fiamma Buranelli<br />
Medico Psicoterapeuta Psicoanalitico  dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza.</p>
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		<title>STRATEGIE DI COMUNICAZIONE AUMENTATIVA E ALTERNATIVA NEI DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 10:16:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>g.erba</dc:creator>
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		<category><![CDATA[CAA]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>

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Nel Seminario che si è tenuto a Milano il 25 giugno 2010  Pat Mirenda , uno dei massimi esperti mondiali di  Comunicazione Aumentativa e Alternativa, ha portato la sua esperienza di intervento con bambini autistici.
I suggerimenti operativi, con proposte concrete e applicabili, sono stati preziosi e apprezzati dai partecipanti, ma  la cosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/cbZ8cFVNRDU&amp;hl=en_US&amp;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/cbZ8cFVNRDU&amp;hl=en_US&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object><br />
<br />Nel Seminario che si è tenuto a Milano il 25 giugno 2010  <a href="http://educ.ubc.ca/faculty/pmirenda/index.html" target="_blank">Pat Mirenda</a> , uno dei massimi esperti mondiali di  <a href="http://www.isaacitaly.it/" target="_blank">Comunicazione Aumentativa e Alternativa</a>, ha portato la sua esperienza di intervento con bambini autistici.<br />
I suggerimenti operativi, con proposte concrete e applicabili, sono stati preziosi e apprezzati dai partecipanti, ma  la cosa più importante è che finalmente è apparso possibile coniugare  <a href="http://www.sinpia.eu/lineeguida/index/get/last" target="_blank">prassi operative corrette</a> con la ricerca clinica e soprattutto che la conoscenza reale delle caratteristiche di funzionamento del bambino con autismo, unita alla padronanza delle possibili strategie di intervento, permette di costruire progetti veramente efficaci.<br />
 <br />
Se è vero infatti che nel nostro lavoro dobbiamo superare le barriere socio-ambientali ed economiche che limitano le possibilità di intervento, dobbiamo soprattutto superare le diversità culturali e professionali che non permettono l’analisi oggettiva dei modelli di intervento possibili, portando spesso ad esclusioni pregiudizievoli o ad assunzioni drastiche e poco critiche di “pacchetti” preformati di attività.<br />
 <br />
Con i suoi <a href="http://www.brookespublishing.com/autism/authors/mirenda.htm" target="_blank">interventi</a> Pat Mirenda ci ha dimostrato che l’applicazione corretta di metodologie cognitivo-comportamentali, l’uso mirato delle opportunità offerte dalla tecnologia e soprattutto il supporto costante della comunicazione possono attivare le potenzialità e lo sviluppo di ogni bambino, tutelandone gli irrinunciabili bisogni e desideri di partecipazione e di relazione.<br />
<br />
Emanuela Maggioni<br />
Neuropsichiatra Infantile – Foniatra<br />
Responsabile clinico-operativo Settore CAA<br />
Centro Benedetta D’Intino</p>
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